
Ugarit · Foto: Haubi|Gerhard Haubold · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons · Registrato 1994
Ugarit
Nome locale: أوغاريت
Ugarit era una città portuale dell'età del bronzo sulla costa della Siria settentrionale, le cui rovine si trovano nel tell di Ras Shamra, circa 10–12 chilometri a nord di Laodicea. Nel Tardo Bronzo fu la capitale di un regno commerciale, e i suoi archivi di tavolette conservano il più antico uso sistematico noto di un alfabeto. Nel 1999 la Siria ha inserito il sito nella sua Lista propositiva dell'UNESCO.
Storia
Il sito fu abitato a partire dal Neolitico; la Wikipedia inglese indica la fine dell'VIII millennio a.C., la Wikipedia tedesca il VII. Divenne urbano dall'inizio del III millennio, fu abbandonato intorno al 2200 a.C. e fu ripopolato e fortificato nel Medio Bronzo. L'archivio di Mari (ca. 1765 a.C.) menziona Ugarit e una visita del re Zimri-Lim; la città era allora vassalla del regno di Yamhad, con centro ad Aleppo. I reperti attestano contatti con l'Egitto del Medio Regno.
La sua età d'oro giunse nel Tardo Bronzo. Ugarit commerciava con l'Egitto, Cipro, l'Egeo, gli Ittiti e le città del Levante, e la sua popolazione è stimata tra 6.000 e 8.000 abitanti. Sotto Niqmaddu II (ca. 1350–1315 a.C.) divenne vassalla degli Ittiti, pur conservando un'ampia indipendenza economica e culturale. Lettere dell'archivio di Amarna documentano legami diplomatici con l'Egitto.
Intorno al 1200 a.C. il Mediterraneo orientale soffrì una carestia mentre predoni giunti dal mare colpivano la costa. L'ultimo re, Ammurapi, chiese invano aiuto, poiché il suo esercito e la sua flotta erano al servizio degli Ittiti. La città fu saccheggiata e incendiata, probabilmente dai cosiddetti Popoli del Mare. Le date variano tra il 1194 e il 1185 a.C.; la Wikipedia inglese riferisce che i dati radiocarbonici e astronomici indicano il 1192–1190 a.C. Ugarit non fu mai ricostruita.[1][2][3]
Sito ed edifici
Il tell copre circa 28 ettari e si eleva fino a 20 metri; una cinta muraria con un'unica porta fortificata nota racchiudeva la città. A ovest si trovava la Zona reale con il palazzo, che crebbe attorno a cortili in diverse fasi durante il XIV e il XIII secolo a.C. Le sue dimensioni variano a seconda della fonte: circa 6.500 m² (Wikipedia inglese), circa 10.000 m² con un centinaio di ambienti (Wikipedia tedesca), quasi un ettaro (UNESCO). Il piano terra in pietra si conserva in alcuni punti fino a 4 metri di altezza, e numerose scale attestano un piano superiore perduto.
Sull'acropoli sorgevano i templi di Baal e di Dagan, ciascuno con un portico e un santuario interno. Il tempio di Baal fu distrutto a metà del XIII secolo a.C., forse da un terremoto, e non fu ricostruito, mentre il tempio di Dagan fu restaurato. Tra i due si trovava la Casa del Sommo Sacerdote. Nel centro della città il cosiddetto Tempio del Rhyton si trovava all'interno di un quartiere residenziale. Le case seguivano un tipo comune con vestibolo, cortile e scala, e fiancheggiavano vicoli stretti e irregolari.
Del regno facevano parte il porto di Minet el-Beida, circa 1,5–2 chilometri a ovest, e la residenza secondaria di Ras Ibn Hani, circa 5 chilometri a sud.[1][2][4]
Uso e importanza
Ugarit era un centro commerciale, una sede regale e un centro religioso. Presso il tempio di Baal furono rinvenuti come offerte votive stele, statue e sedici ancore di pietra. La Casa del Sommo Sacerdote conteneva tavolette di poesia mitologica, tra cui il ciclo di Baal, insieme a esercizi di scrittura ed elenchi di parole che indicano una scuola di scribi. Il Tempio del Rhyton è stato interpretato anche come sede del marzeah, un banchetto comunitario in onore di una divinità.
Dopo la distruzione il sito rimase abbandonato per secoli; nei pressi esistette un piccolo villaggio tra il VI e il IV secolo a.C., e vi fu un breve insediamento in epoca romana. L'acropoli fu in seguito saccheggiata e sfruttata come cava. Nel 1928 un contadino che arava un campo aprì accidentalmente una tomba nella necropoli di Minet el-Beida. Una missione francese guidata da Claude Schaeffer condusse scavi dal 1929, in seguito sotto altri direttori e dal 2005 congiuntamente con la Siria, finché la guerra civile non interruppe i lavori nel 2011.[1][2][4]
Elementi notevoli
Intorno al 1400 a.C., ovvero dal XIV secolo a.C., gli scribi di Ugarit svilupparono un cuneiforme alfabetico di 30 segni il cui ordine delle lettere somiglia a quello fenicio. Accanto a esso l'accadico serviva come lingua della diplomazia. Secondo l'UNESCO, alcuni attrezzi di bronzo iscritti permisero la decifrazione della scrittura nel 1930; la Wikipedia tedesca ne attribuisce il merito a Hans Bauer (1932), Charles Virolleaud ed Édouard Dhorme.
Le tavolette comprendono anche inni hurriti considerati la più antica notazione musicale sopravvissuta. Sincronismi nei testi, come quello con il cancelliere egizio Bay, hanno affinato la cronologia del Mediterraneo orientale. L'UNESCO osserva che dopo sessant'anni di ricerche era stato scavato soltanto un sesto del sito.[1][2][4]
Cronologia
- VIII/VII millennio a.C.
Primo insediamento neolitico (la data varia a seconda della fonte).[1][2][3]
- ca. 1765 a.C.
L'archivio di Mari menziona Ugarit e una visita di Zimri-Lim.[1][2][3]
- ca. 1400 a.C.
- ca. 1350–1315 a.C.
Sotto Niqmaddu II Ugarit diventa vassalla degli Ittiti.[1][2]
- 1194–1185 a.C.
Distruzione della città (i dati radiocarbonici e astronomici suggeriscono il 1192–1190 a.C.).[1][2][3]
- 1928
- 1929–2011
Scavi della missione francese, dal 2005 franco-siriana, sospesi dal 1939 al 1950; interrotti dalla guerra civile nel 2011.[1][2]
- 1999
Inserimento nella Lista propositiva dell'UNESCO della Siria.[1][4]
Galleria
Stato documentato
Stato attuale non documentato · al 2011
Dal Tardo Bronzo il fiume Nahr Chbayyeb ha eroso circa 50 metri dell'estremità settentrionale del tell, e gli aranceti sul versante meridionale impediscono gli scavi. Minet el-Beida è oggi un porto militare e non è disponibile per gli scavi. Gli scavi sono stati interrotti dalla guerra civile nel 2011; la Wikipedia inglese riferisce che nel 2021 sono state recuperate numerose punte di freccia dal livello di distruzione. Le fonti non contengono informazioni su danni di guerra o sull'attuale stato di conservazione.[1]
Visita
Arrivare e soggiornare
Servizi documentati di trasporto con conducente, alloggio e trasporti a governatorato di Latakia:
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Fonti (24)
- Wikipedia (en): Ugarit rev. 1374559696 · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (de): Ugarit rev. 270713782 · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (ar): أوغاريت rev. 76573289 · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- UNESCO World Heritage Centre, Tentative List: Ugarit (Tell Shamra) (1292) · 2026-10-30
- Wikidata · CC0 · 2026-10-30
- Wikipedia (el) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (es) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (fa) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (fr) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (hi) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (id) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (it) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (ja) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (ko) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (nl) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (pl) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (pt) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (ru) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (sv) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (tr) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (ur) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- Wikipedia (zh) · CC BY-SA 4.0 · 2026-10-30
- UNESCO World Heritage Centre · © UNESCO (link only) · 2026-10-30
- OpenStreetMap · ODbL · 2026-10-30
Quellenkonflikte: Entfernung von Latakia 10 km (en) / 11 km (de) / 12 km (ar); Beginn der Besiedlung Ende 8. Jt. (en), 7. Jt. (de), 7500 v. Chr. (ar), Wikidata-Inception −6000 und en „c. 6000 BC“; Zerstörung c. 1185 (en Einleitung, ar), 1192–1190 (en, Radiokarbon), 1194–1185 (de); Palastfläche 6500 m² (en) vs. ca. 10.000 m² (de, ar) vs. knapp 1 ha (UNESCO), en nennt 10.000 m² zugleich für die Königszone; Blütezeit 1500–1200 (en) vs. 1350–1190 (de); Fläche des Königreichs ca. 2000 km² (en) vs. 5425 km² (ar, nicht übernommen); Lage der Akropolis im Nordwesten vs. Nordosten innerhalb des en-Artikels; Entfernung Minet el-Beida 1,5 km (en) vs. 2 km (de); Entzifferung 1930 (UNESCO) vs. Bauer 1932 (de, Vorstellung der Ergebnisse). Die de-Wikipedia schreibt die Hilfeverweigerung aus Karkemiš fest, die en-Wikipedia berichtet, Truppen seien geschickt worden, aber zu spät gekommen – im Text neutral als „vergeblich“ wiedergegeben. Nicht übernommen: Homer-Zitat (ar, unbelegt) und die Deutung des KTU-Textes als Adam-und-Eva-Erzählung (de). UNESCO-Eintrag ist der Tentativlisten-Eintrag 1292 (Text im Paket gekürzt); Wikidata nennt die URL-Form tentativelists/1292, verwendet wurde die Form aus dem Paket-Kopf. Der Fundbericht über Pfeilspitzen 2021 (en) ist ohne Kontext zur Grabungstätigkeit; kein Zustandsbericht nach 2011 vorhanden.